Viaggiare con Grazia… L’Isola di Pasqua

Oggi vi porto in uno dei luoghi più sperduti ma più famosi al mondo: L’Isola di Pasqua. È l’isola abitata più remota del nostro pianeta. Dista 3600 km dalle coste del Cile e si raggiunge in 5h50m di volo dalla capitale Santiago, la stessa distanza che la separa da Papeete, in Polinesia.

La cultura Rapa Nui (che significa la “grande isola”) è difatti di origine polinesiana, come hanno dimostrato i diversi studi effettuati sulla lingua, i reperti archeologici e persino gli scheletri degli antichi abitanti dell’isola. È un luogo a suo modo mistico, la sensazione di essere nel bel mezzo del nulla ed il fascino rappresentato dal mistero che ruota attorno ai giganteschi Moai, gli enormi busti in pietra che si trovano sparsi per tutta l’isola, è qualcosa di indescrivibile. Per visitare i siti più importanti dell’isola sono necessari almeno 2 intere giornate e di conseguenza un minimo di 3 notti. Arrivare così “vicini” ad un luogo tanto straordinario e non andare a visitarlo sarebbe davvero un peccato.

Iniziate il vostro viaggio con la visita della capitale del Cile, Santiago che adagiata nella valle centrale del Paese e circondata dalle montagne della cordigliera delle Ande, è il centro politico, amministrativo e culturale del Cile. A causa dei numerosi terremoti la città ha subito nel corso degli anni notevoli cambiamenti e oggi edifici storici lasciano spazio a grattacieli e moderni centri commerciali. Il cuore del centro storico si sviluppa intorno alla vivace Plaza de Armas, dove si affacciano la Cattedrale, il Correo Central, il Palazzo della Real Audencia, in passato utilizzato come governo e  Municipio.

L’isola di Pasqua

L’isola di Pasqua

Nelle vicinanze si trovano il Paseo Ahumada, la via commerciale pedonale piena di negozi, bar e ristoranti, il Palacio de la Moneda, in stile neoclassico progettato nel 1785, il Palazzo Cousiño e il Teatro Municipale, un vero gioiello architettonico. Da non perdere il Mercado Central, costruito alla fine dell’800, in bella struttura di ferro importata dall’Inghilterra che oggi ospita il pittoresco mercato del pesce dove si trovano ristoranti che offrono ottimi piatti. Si può continuare la visita a nord della città al di là del Rio Mapocho, dove si può raggiungere il Cerro San Cristóbal, che offre una strepitosa vista della città. Ai suoi piedi, il Barrio Bellavista è pieno di caffè, ristoranti, bar e club alla moda e ospita La Chascona, la casa-museo del poeta Pablo Neruda.

Il frizzante e mondano quartiere di Lastarria è un’oasi nascosta nel centro della città, con ristoranti, teatri, gallerie d’arte e boutique di designer emergenti. Nel quartiere di Barrio Italia, dove si stabilirono gli artigiani immigrati nel 19° secolo, c’è un susseguirsi di negozi di antiquariato con bei mobili e simpatici oggetti, gallerie d’arte, bar e ristoranti tradizionali. Per gli amanti della storia e della cultura imperdibile è il Museo della Memoria e dei Diritti Umani, dedicato ai fatti accaduti durante la dittatura di Pinochet, il Museo Nazionale de Bellas Artes, che espone opere di artisti cileni tra i quali Roberto Matta e Claudio Bravo e il MAC (Museo di Arte Contemporanea) che espone fotografie, sculture e opere di artisti cileni e non solo.

Negli ultimi anni, Santiago ha avuto una grande rinascita nel campo delle arti, della cultura e della vita sociale, con la comparsa di nuove gallerie d’arte dove espongono artisti emergenti, musei e ristoranti trendy, trasformandosi in una delle capitali più attraenti e vive dell’America Latina. Due o tre giorni per visitare la città e i suoi d’intorni bastano per avere un assaggio di questo meraviglioso paese.

L’isola di Pasqua

Dopo la sosta in città, prendendo un volo di quasi 6 ore, si raggiunge una delle Isole più affascinanti che il nostro pianeta ci offre: L’Isola di Pasqua. Questa remota isola del Pacifico è famosa in tutto il mondo soprattutto per i misteriosi Moai, le statue antropomorfe di cui è disseminata, che hanno scatenato le più fantasiose teorie fantarcheologiche. Mistero alimentato dall’altrettanto misteriosa scomparsa di una importante e complessa civiltà: a distanza di pochi secoli dalla costruzioni degli ultimi e più grandi Moai, gli indigeni che nel 1700 vennero scoperti dai navigatori occidentali, praticamente non avevano memoria della passata grandezza, vivendo un’esistenza stentata e primitiva.

Iniziate la visita dell’Isola di Pasqua con le attrattive archeologiche: i siti di Tongoriki, Te Pito Kura a la spiaggia di Anakena, con le statue restaurate di Ahus Nau Nau e Ature Huke. Proseguite la visita della costa sud dell’Isola dove si trovano le piattaforme non restaurate Ahus Vaihu e Akahanga. L’escursione può proseguire per il Vulcano Rano Raraku, con circa 900 statue di pietra di cui 397 sono erette sui pendii del vulcano estinto nel cui cratere si è formato un lago e dove furono costruiti la quasi totalità dei Moai. Visitate anche Ahu Tongariki con i 15 Moai restaurati di recente.

Il giorno successivo lo potrete dedicare alla visita di Ahu Akivi, un centro cerimoniale nella zona di Roihi che fu il primo sito restaurato negli anni ’60. Particolarmente interessante non solamente per la sua posizione nel centro dell’isola, ma anche per le leggende che raccontano che i Moai, situati sulla piana di Ahu, rappresentano i 7 esploratori inviati a Rapa Nui dal re Hotu Matua. Si possono poi visitare le cave di Ana Te Pahu e Puna Pau dove sono state estratte le rocce rosse per scolpire i Pukaos.

L’isola di Pasqua

La visita del vulcano estinto Rano Kau è una delle escursioni più suggestive e lungo il tragitto si potranno scoprire le diverse forme geologiche dell’Isola, prima di arrivare al villaggio cerimoniale di Orongo, dove si può comprendere il concetto di uomo-uccello osservando le spettacolari incisioni rupestri. Non mancate una sosta alle cave di Ahu Vinapu e Ana Kai Tangata.

L’Isola di Pasqua non è grandissima e due/tre giorni bastano per venire a contatto con una cultura che è ancora misteriosa. Potete eventualmente fermarvi di più se volete approfondire la conoscenza di questa incredibile isola, oppure proseguire per tornare in Cile e scoprire un territorio dalla natura incredibile, o ancora dirigervi verso ovest in uno degli arcipelaghi più suggestivi del pianeta, la Polinesia. Ma questa è un’altra storia…

Non trovate anche voi che l’Isola di Pasqua è davvero affascinante? Buona settimana Grazia.

Grazia

Maria Grazia Spotti
Consulente di viaggi

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9 Comments

  1. marymakeup
    February 24, 2020 / 11:11 pm

    Che bella l’Isola di Pasqua…mi piacerebbe davvero molto andarci 🙂

  2. February 25, 2020 / 5:17 am

    Those statues are so iconic and interesting!

    • Grazia Spotti
      Author
      March 8, 2020 / 3:14 pm

      I would add mysterious

    • Grazia Spotti
      Author
      March 8, 2020 / 3:15 pm

      I would also like it

  3. charlenemarie11
    February 25, 2020 / 5:46 pm

    This looks like such a fun trip! Easter Island is on my bucket list!

    • Grazia Spotti
      Author
      March 8, 2020 / 3:16 pm

      I find it mysterious

  4. Raina
    February 25, 2020 / 7:16 pm

    This looks like such an incredible place to visit! I think it should be on our list for when we can travel more again after the kids grow up!

    • Grazia Spotti
      Author
      March 8, 2020 / 3:17 pm

      With grown children it is certainly one of the destinations that should not be missed

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